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muta

Installation | 2019
Ceramics | Thread | Reinforced concrete
Variable dimensions

La materia è in continua trasformazione così come tutte le cose, come i batteri, così come l’essere umano. Non c’è limite alla trasformazione, al cambio, al mutamento. Il divenire, inteso come perenne scorrere senza fine della realtà, nascere e morire delle cose, implica un cambiamento non solo nello spazio ma anche nel tempo. Ogni cosa è soggetta alla trasformazione, anche quello che sembra statico alla percezione in verità è dinamico e in continua alterazione.
Questi sono i temi di ricerca da cui si sviluppa l’istallazione performativa site specific "muta" in cui un tempo determinato stabilisce l’inizio e la fine di una produzione di elementi lavorati con l’argilla cruda. Al di fuori della teca di cristallo è posizionato il tavolo da lavoro, predisposto frontalmente al luogo di assemblaggio e costruzione dell’istallazione. Si crea un percorso, la cui gestualità diviene rito della creazione, una volta plasmati gli elementi vengono portati all’interno della teca.
Adagiati sul pavimento uno ad uno vengono attraversati da sottili fili bianchi che li uniscono verso l’alto e si annodano ad un rozzo groviglio di spago, che crea l’unione con l’origine rappresentata da blocchi di cemento armato sospesi al centro della parete bianca. Il paradosso della materia massiccia sembra non avere peso alcuno, come se fluttuasse nel tempo e nello spazio, diviene punto di fuga da cui si estendono i fili come ormeggio della distesa di omeomerie quale moltitudine fragile, disordinata e aggrovigliata, che riportano ad un codice estetico che lascia intuire una dinamicità nella stasi delle forme.
La fermezza della particelle si trasforma e frammenta verso il divenire e mutamento.